oman luoghi d’interesse: il mio diario di viaggio

Il mio diario di viaggio per non perdere in Oman i luoghi d’interesse .

Primo giorno: Atterriamo a Dubai

Dopo una giornata di viaggio tra i cieli del Medio Oriente, dopo aver visto per la prima volta in vita mia i pozzi di petrolio brillare tra il nero del mare del Golfo Persico, dopo  un`interminabile fila al controllo passaporti, crolliamo sul letto del nostro spartanissimo hotel di Deira, la vecchia Dubai.
Qui negli Emirati siamo tre ore avanti rispetto al nostro fuso orario, per cui dormiamo si e no 5 ore ed alle 10 siamo pronti per iniziare ad esplorare la città. Prima di tutto una bella colazione a base di thè e pane tostato per me ed una serie di salsine con pane arabo per Miki. Ho provato a chiedere qualcosa di dolce, ma il ragazzo desolato mi ha proposto solo questo. Prendiamo la metro ad Union Square e già dall`interno della stazione ci rendiamo conto a che livello di ricchezza e di avanguardia sono questi Emirati! Il treno , dopo un breve tratto sotterraneo esce all`aria aperta per volare letteralmente  tra i grattacieli e ci conduce dal quartiere storico di Deira alla stratosferica downtown fino all`incredibile Mall of Emirates. È interessante osservare la città dalla metro, ci si rende conto della sua grandezza e si cominciano a riconoscerne i profili.

Burj el Arab

Dubai Sky

 

Il grattacielo più alto del mondo, Burj al Kalifa,  svetta tra tutti gli altri, ma downtown è un immenso cantiere di palazzi incompiuti. Il Mall of Emirates è quanto di piu` americano possa esistere al di fuori degli States e,  la famosissima pista da sci é affollata da grandi e piccini. Con una camminata di 20 minuti raggiungiamo il Burj el Arab, la vela spiegata sul Mar Arabico simbolo della città e lussuosissimo hotel a 6 stelle,  per osservarlo da vicino e fare qualche foto. L`Atlantis, una specie di acquario/ delfinario lo vediamo da lontano: un mostro , al pari del suo gemello nelle Bahamas! Torniamo a Deira, la Dubai che più mi piace, quella del Creek, il canale che divide in due la città , con le caratteristiche imbarcazioni ed i porticcioli gremiti di turisti e mercanti; quella dei suq, con oro e spezie; quella dei localini all`aperto che vendono falafel e kebap. Alle 20 ci rechiamo a ritirare la nostra auto e poi tornando ci fermiamo a mangiare in un ristorante a Rigga: il cameriere ci porta in una saletta riservata alle famiglie ed alle donne; nella sala principale sono ammessi solo gli uomini. Ci mangiamo pesce con patate e torniamo dritti in hotel, domani si va in Oman.

Deira

Secondo giorno Musandam:

Ci svegliamo insolitamente tardi. Alle 8,30 siamo in macchina, direzione sud per raggiungere la penisola del Musandam, in territorio omanita. Attraverso una strada a 12 corsie passiamo l` Emirato di El sharjah circondato dalle dune del deserto, raggiungiamo Ras el khaimah ed arriviamo alla frontiera di Tibat. Le pratiche sono velocissime: paghiamo 35 dhiran a testa per uscire dagli Emirati e 200 per il visto per lOman. Nessuna coda e nessuna domanda sulla nostra auto noleggiata. Siamo ufficialmente in Oman e lo si evince anche dalle due caprette che gironzolano tra le auto parcheggiate al posto di frontiera! Inizia la strada delle meraviglie.

oman: musandam

Da Tibat a Khasab un susseguirsi di panorami mozzafiato con montagne che degradano sul mare turchese e la strada che corre ai margini di spiagge sabbiose con alte dune. Siamo sul punto più vicino allo stretto di Ormuz. Passiamo qualche sparuto gruppetto di case e, dopo 40 chilometri arriviamo a destinazione. Un breve giro in paese e ci rendiamo conto che del b&b che avevo contattato non c`é alcuna traccia. Chiediamo in giro, ma sembra che Al Taif non esista proprio a Khasab. Intanto ci é venuta fame, prima di decidere se cercare un`altra sistemazione o contattare il numero del b&b, entriamo in un ristorante e, mentre mangiamo pollo e riso mando un sms al numero indicato sulla mail. Dopo pochi minuti il ragazzo arriva a prenderci e ci accompagna nella nostra camera, in una villetta privata alle porte del paese. Ci accordiamo per la gita in barca di domani ed usciamo in perlustrazione.

oman

Con la nostra auto girovaghiamo tutto il pomeriggio tra le montagne, la strada asfaltata finisce sotto i costoni rocciosi ed arriva in quasi tutti i villaggi. Ci concediamo una passeggiata al porto e poi un giro nel nuovissimo centro commerciale “Lulu” inaugurato da pochissimi giorni. Un ipermercato veramente fuori misura per le dimensioni ed il ridotto flusso turistico di Khasab. Ci compriamo la cena e ci ritiriamo in camera.

musandam

Terzo giorno Oman, diario di viaggio:

Questa mattina ci svegliamo prima del muezzin, dopo colazione ci dirigiamo con la nostra auto verso l`unico fiordo accessibile via terra, il Khor an Naid. Prendiamo la strada che conduce all`aeroporto e la percorriamo per circa 15 chilometri; ad un certo punto giriamo su una sterrata molto ben segnalata e ci inerpichiamo su per la montagna. La strada sale attraverso il costone roccioso, è percorribile anche con un auto normale. Arriviamo fino al punto panoramico da cui si apre una stupenda veduta sul fiordo. Ridiscendiamo perchè alle 9 abbiamo appuntamento per la crociera tra i fiordi. Siamo in 10 e con il dhow, la tipica barca omanita partiamo alla scoperta delle splendide coste del Musandam. La cosa più incredibile sono i villaggi di pescatori arroccati tra le montagne, raggiungibili solo via mare.

oman musandam

Qui c`é luce ed acqua, i bambini vanno regolarmente a scuola a Khasab, ma gli abitanti sono restii a far entrare i turisti, così osserviamo le poche case che guardano il piccolo molo solo dal mare. Durante la navigazione un branco di delfini ci raggiunge e nuota dietro la nostra scia.

oman musandam

musandam
Una coppia di francesi temerari, visto il vento freddo di oggi, si immerge per esplorare la barriera corallina che circonda Thelegraph island. Sono le 12, torniamo a Khasab con una lancia: oggi lasceremo il Musandam per tornare a Dubai. Dopo pranzo carichiamo i bagagli e salutiamo questa ridente e tranquilla cittadina. Ripercorriamo a ritroso la strada fino a Tibat e, passiamo la frontiera,anche questa volta senza nessun intoppo ed in 10 minuti. Lungo la strada che conduce a Dubai ricevo una telefonata di booking.com: in nostro hotel di stasera é in overbooking ( sembra che in questi giorni a Dubai si siano riversati tutti i turisti del mondo) . Booking.com si adopererà per trovarci una sistemazione al più presto. Intanto arriviamo in città, lasciamo la macchina in areoporto tirando un sospiro di sollievo visto l`enorme traffico. Il nostro nuovo hotel lo raggiungiamo con il taxi, si trova nella zona di Deira e, costa circa 400 euro a notte. Noi pagheremo la stanza circa 40 euro, lo stesso prezzo che avremmo pagato per l`hotel da me prenotato!

Quarto Giorno: da Dubai a Muscat in autobus

Ci svegliamo all`alba, facciamo fagotto e lasciamo la nostra bella camera al Time Square hotel. Ci dirigiamo con il taxi al DNATA center , li vicino infatti si trova l`ufficio della compagnia di trasporti omanita e da li parte il bus delle 7,15 per Muscat. Acquistiamo i biglietti direttamente nell`autobus (55 AUD a testa , circa 11 euro) e prtiamo in perfetto orario.

I nostri compagni di viaggio sono per la maggior parte omaniti che tornano in patria carichi valigie e borse. Dopo circa un`ora siamo ad Hatta, città di frontiera dalla quale si intravedono i Monti Haijar. Inizialmente sale nel bus un soldato che controlla tutti i passaporti, poi alla dogana degli Emirati scendiamo tutti e ci timbrano l`uscita. Altri 10 minuti di strada e ci ritroviamo tutti sotto un`enorme tettoia con un tavolo gigante: dobbiamo portare le nostre valigie per aprirle e farle perquisire. Poi, ci ordinano di mettere tutti i bagagli in fila per terra , all`inizio non ne capiamo il motivo, poi vediamo arrivare un cane di corsa che comincia annusare ed a saltellare tra tutte le valigie.Fortunatamente non trova nulla, così risaliamo tutti nel pullman e riprendiamo il viaggio: in pochi minuti arriviamo al controllo passaporti omanita. Qui dobbiamo rifare il visto (20OM a testa) e ci fermiamo circa un ora. Il bus impiega circa 6 ore d arrivare a Muscat, l`autista curiosamente chiede ad ogni passeggero dove vorrebbe scendere, così noi ne approfittiamo e gli chiediamo di fermarsi proprio di fronte al nostro hotel. Il check_in é rapidissimo, anche perché la stanza é prepagata! Il tempo di posare le valige e siamo già su un taxi che ci porta nella corniche (il lungomare) di Mutrah .

oman muscat

 

La prima impressione che si ha é quella di trovarsi in una città pulita e graziosa, con le sue case bianche basse in stile arabo e con le decine e decine di moschee che sfoggiano caratteristici minareti dalle cupole colorate. Molto bella la passeggiata lungomare che arriva fino alla torre di avvistamento. Poi ce ne andiamo al Suq ed al tramonto,al suono del muezzin ci ritroviamo al porto. Ceniamo in un ristorante sul lungomare e ce ne torniamo in hotel.

Quinto giorno: Oman on the road

Ci svegliamo presto nel nostro hotel di Muscat,  e, dopo una colazione da re , con un taxi ci dirigiamo all`aeroporto dove prenderemo possesso del fuoristrada a noleggio che ci accompagnerà in questi giorni alla scoperta delle meraviglie dell`Oman.
Ci consegnano un bel Gran Vitara con il quale dovremo prendere dimestichezza. Prendo il posto del guidatore, mentre  Michele mi guida con il navigatore.
Ci dirigiamo verso nord fino a Barka, cittadina sul mar Arabico; da qui imbocco l`incrocio per Rustaq, fa mosa per il suo forte, il più antico di tutto l’Oman. Imbocchiamo l`incrocio che indica il Wadi AWF ed inizia il primo of road della mia vita.

oman fuoristrada

oman fuoristrada

Attraverso spettacolari oasi, sperduti villaggi, impossibili salite ed improponibili discese, attraversiamo i Monti Ajar occidentali. La Snake Gorge ci impressiona, ed ad ogni curva un nuovo panorama si apre sotto i nostri occhi. Per fortuna guido io altrimenti avrei una paura dannata. Invece Michele é tranquillo anche perché, soffrendo di vertigini non potrebbe concentrarsi sulla guida! Arriviamo al paese di Bilad Sait, famoso per le sue coltivazioni terrazzate. Mangiamo i nostri panini al suono del muezzin e ripartiamo per il tratto finale del nostro percorso: atri piccoli villaggi , bambini che ci salutano indicandoci la strada, uomini che lavorano la terra e che attingono acqua nei pozzi. Siamo su un`altra dimensione, qui la vita é semplice e priva di ritmi frenetici, le ore sono scandite dalla luce del sole e dal suono del muezzin.

oman on the road

Ad Hatta inizia l`asfalto: siamo tornati alla “modernità”; scendiamo fino a Bahla dove ho prenotato il nuovissimo Jabreen hotel, elegante e pretenzioso,con arredi in stile egiziano, letto a tre piazze e wifi. Dopo una doccia che lava via la polvere dei Monti Ajar, facciamo un giro nel suq di Bahla, tra le botteghe degli artigiani di ceramiche. Molto bello il forte (in ristrutturazione) e le mura in mattoni crudi  che circondavano il villaggio . Ci dirigiamo poi alle Al Hoota cave, grotte nell`antro della montagna alle quali si accede con un ultramoderno e scenografico quanto inutile trenino. Ceniamo in un ristorante di fronte al nostro hotel e ce ne torniamo a letto.

Sesto giorno: Oman luoghi d’interesse da non perdere

Colazione da re al Jabreen hotel, alle 8 in punto si parte; alla scoperta del Jabel Shams e del Wadi Ghul, il gran canyon d`Arabia. Passata la cittadina di Al Hamra svoltiamo su una sterrata che sbocca all`intero del greto di un fiume in secca. Alla nostra sinistra il villaggio abbandonato di Ghul costruito in un bel palmeto con case di mattoni crudi. Proseguiamo all` interno del wadi per cira 7 chilometri, poi la strada diventa impercorribile e dobbiamo tornare indietro. Passiamo piccoli villaggi, bellissime oasi con pozzi e condutture idriche rudimentali. I bambini giocano tra i sassi e ci salutano. Ritorniamo sulla strada asfaltata e cominciamo a salire attraverso pittoreschi tornanti che si inerpicano su per la montagna brulla e rocciosa. Ad un certo punto termina l`asfalto e comincia una pista ben percorribile anche senza fuoristrada. Si arriva così all`orlo del precipizio per osservare il burrone sotto di noi.

grand canyon d'Arabia

Solo per curiosità continuiamo la sterrata fino al villaggio che si trova in fondo al canyon. I panorami ed i colori sono notevoli. Torniamo ad Al Hamra e risaliamo sull`altro versante attraverso una sterrata che ci farà ammirare il pittoresco paesino di Mistaf con la sua piccola fortezza.

oman

Una sosta obbligata ad Al Hamra, villaggio con caratteristiche case in stile yemenita ed una bella oasi con palme e canali.

Forte di Nizwa

Riprendiamo la strada verso Nizwa e lì ci fermiamo per visitare il bellissimo forte. Una passeggiata nel pittoresco suq e ci rimettiamo in macchina per raggiungere la dune del deserto di Wahiba sands. Questa notte dormiremo nel camlo tendato Al Areesh, un vero e proprio villaggio turistico nel bel mezzo del deserto, con tanto di animazione serale. Musica fino ad oltre mezzanotte, una vera beffa per noi amanti delle serate a guardar le stelle in solitudine. Comunque, consigliatissimo, se non altro perché parte dell`incasso viene donato alla comunità beduina locale.

Oman deserto

 

Settimo giorno: deserto

Ripartiamo dal campo nel deserto quando il sole è già alto e prendiamo la direzione est;  dopo circa 50 chilometri svoltiamo sulla sinistra per andare allo Wadi bali Kalid, una bellissima oasi tra le gole dei monti in cui, tra rocce bianche, palme ed un cielo incredibilmente blu scorre un fiume che forma laghetti e pozze di un verde quasi abbagliante.
Il parcheggio del Wadi Bali Kalid lo si raggiunge dopo circa 25 chilometri di strada asfaltata. Prima di tuffarci ci dedichiamo ad un trekking in quota in un percorso ben segnato da strisce gialle rosse e bianche (un po` come i nostri segnali rossi del Cai).

Wadi Bali Kalid

Quando il caldo si fa più sentire torniamo sui nostri passi per buttarci nell`acqua per niente fredda. Un pranzo frugale e siamo di nuovo in macchina con il muso puntato verso il Mar Arabico. Arriviamo nel graziosissimo Turtle beach resort appena in tempo per la cena (40 OR in due in mezza pensione in un bungalow molto spartano proprio sulla spiaggia).  Alle 20,30 siamo al centro di protezione e studio delle tartarughe verdi di Ras Al Jin  da cui si parte per il turtle watching: ho prenotato la visita via email al costo di 3 OR a testa. Il tour inizia proprio dal centro, da lì in 10 minuti si raggiunge la spiaggia . Abbiamo visto praticamente tutte le fasi dalla deposizione delle uova alla nascita  : tartarughe giganti che depongono le uova, le ricoprono e piccoli tartarughini iniziare la propria corsa verso la battigia. L`esperienza é molto emozionante, devo dire però che, anche se si procede in piccoli gruppi, credo che gli animali siano un po` disturbati dalla presenza dei visitatori. Comunque ho notato che gli accompagnatori valutano bene quali sono i rettili da visionare, essendo probabilmente alcune fasi sono più delicate ed é meglio non disturbarli. Alle 23 la nostra visita é terminata, torniamo a resort e ci addormentiamo al rumore del mare.

Ottavo giorno:

Purtroppo non ci possiamo trattenere nel nostro bel resort, un nuovo Wadi ci aspetta, così, facciamo colazione, carichiamo nella jeep le nostre poche cose e puntiamo verso nord ; prima tappa la corniche di Sur passando sopra all`avveneristico ponte. Sur ha un bel forte ed è una cittadina abbastanza grande. Ci fermiamo a fare provviste d`acqua e di cibo e ci dirigiamo a Tiwi, un graziosissimo villaggio di pescatori situato sulle sponde del mar Arabico alla foce di un fiume. Usciamo dalla nuovissima superstrada e parcheggiamo sotto al cavalcavia. Inizia l`escursione più afascinante dell`intero viaggio. Siamo nel Wadi Shab. Ci incamminiamo  all`interno della gola dapprima camminando tra i ciottoli, poi seguendo un percorso poco segnalato ma abbastanza evidente.

wadi shab

Davanti a noi alte pareti rocciose contrastano con  un cielo incredibilmente blu, un`oasi con palme e tanta ma tanta acqua , cascatelle, canali e pozze di un verde abbagliante. Ad un certo punto non possiamo più continuare a camminare, stando all`asciutto,  così lasciamo i vestiti in una spiaggetta e ci bagniamo. L` ultimo tratto lo facciamo nuotando in un`acqua cristallina, tra strette pareti rocciose. Alla fine del percorso  sembra che il fiume finisca a ridosso della montagna,  ma si sente il rumore di una cascata: attraverso una fessura a pelo d`acqua si entra in una favolosa grotta al cui interno si tuffa una bellissima cascata. Dall`alto filtrano i raggi del sole impartendo all`acqua un bellissimo colore verde smeraldo. Rimaniamo estasiati di fronte ad un simile spettacolo, sembra di essere nel paradiso in terra….chi ha descritto l`Eden sicuramente ha visto questo posto!

wadi shab

wadi shab

Torniamo alla nostra spiaggetta , ci asciughiamo sotto il sole cocente e ritorniamo al parcheggio. Il livello del fiume é salito a causa dell`alta marea, così chiediamo un passaggio su una barchetta per passare da una sponda all`altra.  Riprendiamo la 4 corsie direzione nord, usciamo di nuovo per vedere ,  la spettacolare dolina di Bimmah con acqua salmastra di colore verde intenso. Foto di rito e si riparte, prossima tappa il caratteristico vilaggio di Qrayat, abitato per lo più da pescatori . Facciamo un giro nel porticciolo per ammirare la bella torre triangolare ed il forte. Ripartiamo ed alle 16 in punto siamMuscat nel nostro bell`albergo di Ruwi, il quartiere indiano. Un po` di relax in camera e poi al tramonto andiamo alla Corniche di Mutrath, dove ceniamo in un ristorante all`aperto.
Se vuoi vedere il nostro videopost sul Wadi Shab si trova qui!

Nono giorno: Muscat

La mattina ci alziamo al suono del muezzin: dobbiamo andare al mercato del pesce a Mutrah. Parcheggiamo di fronte al Marina hotel proprio sulla corniche ed entriamo nel cancello che delimita il mercato. É molto pittoresco soprattutto per la quantità e la varietà del pescato. Dai piccoli squali alle cernie passando per enormi barracuda. I compratori si fanno anche pulire e preparare i pesci acquistati direttamente in loco .

muscat-mercato del pesce

La nostra visita dura una mezz’oretta , scattiamo qualche foto, osserviamo le diverse specie di pesce e poi, torniamo alla jeep per andare alla Gran Mosque Sultan Qabus che si trova nella parte nuova della città, non lontano dall`aeroporto. La moschea, regalata agli abitanti di Muscat dal loro amato sultanato Qabus in occasione dei 30anni dalla sua ascesa al trono, é grande ed imponente. Circondata da un enorme parcheggio, si raggiuge facilmente attraverso la strada che da Mutrath conduce all`aeroporto. Purtroppo é aperta al pubblico solo per 3 ore al giorno, così la troviamo superaffollata dai turisti sbarcati dalle navi da crociera. Nonostante questo però la Moschea é bellissima, un eccellente esempio di arte islamica, molto essenziale nelle forme, sobria ma allo stesso tempo magnifica all` interno.

muscat grande moschea

muscat grande moschea

Affamati ed accaldati ci fermiamo in un ristorante libanese dalla catena “Automatic” per pranzare con ottime falafel, hummus e pane arabo in una family room in compagnia di una coppia con la signora “burkata” . In macchina ci dirigiamo nella vecchia Muscat; prima tappa il lungomare con i due pittoreschi forti, putroppo non visitabili ; raggiungiamo a piedi il palazzo reale, una bizzarra costruzione con colonne oro e blu a forma di fungo che sembra uno dei nostri edifici in stile anni 70.
Ritorniamo alla corniche per salutare Mutrah, nel pomeriggio infatti gireremo il suq di Ruwi, meno turistico e ceneremo in un piccolo ristorante indiano. Terminiamo la nostra giornata ed il nostro viaggio seduti su un bar all`aperto fumando shisha e bevendo the alla menta.

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Un commento

  1. grande Faby e Michele!!! che bellissimo viaggio, vi invidio, ancora una volta! e grazie 🙂

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