La Provincia di Nuoro tra mito e leggenda: alla scoperta dei Menhir

Un soggiorno rilassante tra spiagge, divertimento e… curiose escursioni

Ho visitato la Sardegna a giugno del 2014. Dopo un inverno di duro lavoro in ufficio, decido di trascorrere i miei 15 giorni di vacanza nella fantastica regione insulare. Approfittando della bassa stagione estiva prenoto un soggiorno tutto incluso presso il Fior di Sardegna, splendida struttura turistica scoperta per caso in un sito di prenotazione pochi giorni prima . La location è da sogno, sole incredibile che bagna un mare cristallino talmente bello da lasciare senza fiato. Le prime giornate proseguono alla grande, tra relax in spiaggia e divertimento. Ma essendo tutt’altro che il classico turista da spiaggia, dopo qualche giorno comincio a stancami, per cui decido di esplorare la zona dedicandomi ad escursioni nel territorio.

Nuoro Menhir

A spasso nella storia tra mito e leggenda

La Sardegna è una delle regioni più belle e misteriose d’Italia, tra le più ricche in termini di cultura, storia ed archeologia. Nel territorio si trovano diversi siti archeologici risalenti alle civiltà prenuragiche. Famosi in tutto il mondo i Menhir, megaliti che risalgono ad oltre 5 mila anni fa. Tutta l’isola è disseminata di queste “Pedras Fittas” (pietre conficcate), ed alcune di esse si trovano proprio nella provincia di Nuoro. Queste testimonianze di arte preistorica sono legate al culto della madre-terra, colei che da la vita agli uomini e che genera ogni cosa sul pianeta (divinità rappresentata come una figura femminile fertile). A Sorgono, distante poco più di un ora e mezza in auto dal Fior di Sardegna, si trova il Parco Archeologico Biru e Concas, in cui è possibile visitare il raggruppamento di Menhir più straordinario della regione.

Civiltà nuragica nuoro

 

Questi grossi massi levigati protoantropomorfi presentano un curioso particolare, sono posizionati esattamente al centro della Sardegna per latitudine e longitudine. Un semplice caso o forse una scelta voluta? A questa domanda non è stata ancora fornita alcuna risposta dagli storici, ma di certo il fascino di queste opere rimane immutato a distanza di migliaia di anni. Un’altra zona di grande valore è il villaggio nuragico di Teti, ad appena venti minuti da Sorgono. Qui sono stati ritrovati importanti cimeli archeologici: l’idolo della Venere Dormiente di Atzadalai ed il bronzetto del dio Sandan, entrambi conservati nel museo di Cagliari. La Venere Dormiente risale al neolitico medio ed è un idolo in terracotta che raffigura una donna in materni tà (immagine sacra della madre-terra). Il bronzetto del dio-guerriero a quattro occhi, quatro braccia, corna ed antenne, raffigura Sandan. Era una divinità del misterioso popolo Shardana, esperti navigatori presumibilmente originari della Sardegna, che esplorarono il mondo lasciando tracce del loro passaggio in Irlanda, inghilterra, Grecia ed Egitto. Secondo alcune teorie, proprio gli Shardana avrebbero contribuito notevolmente alla creazione di Stonehenge, prendendo spunto dai Menhir sardi.

Foto e testo: Vincenzo Nicastro

Fabila

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