Da Todra a Zagora, passando per Ouarzazate

Colazione alle 7 in punto, il tempo di salutare i nostri nuovi amici, carichiamo tutto in macchina e partiamo alla volta delle gole del Dades. Oggi dobbiamo coprire la strada che da va Todra a Zagora. Arriviamo in breve all’incrocio che conduce nella valle in cui scorre il fiume. Passiamo deliziosi paesini, donne e bambini sulla strada osservano le auto che passano; percorriamo tutta la vallata, paesaggi mozzafiato tra gole verticali, il fiume, linfa vitale per la gente che vive qui scorre placidamente tra campi coltivati e frutteti. Dopo circa 30 chilometri la strada sale in un numero infinito di tornanti che, visti dall’alto sono spettacolari.

dades

Continuiamo la strada saliamo attraverso una strada stretta e tortuosa a tratti non asfaltata, bellissimi panorami si susseguono, ma purtroppo dopo circa 40 chilometri la strada diventa quasi impraticabile come preannunciato dalla nostra guida cartacea. Decidiamo di tornare indietro e ripercorriamo l’intera strada, fino all’incrocio che conduce a Ouarzazate: abbiamo intenzione di raggiungere Zagora, 160 chilometri a sud di Ouarzazate, è circa l’una e la strada è stretta e piena di curve. Cambio del guidatore, tocca a me arrivare fino a Ouarzazate ed impiego una vita a fare 120 chilometri: si susseguono paesi e villaggi e, qui in Marocco pare che lo sport nazionale sia quello di camminare in mezzo alla strada! Arriviamo a Ouarzazate alle 3 del pomeriggio . Il tempo di una brochette di pollo a testa e ci rimettiamo in cammino. La strada che conduce a Zagora è scenografica: dapprima in mezzo a montagne brulle e dalle forme strane, poi, quando si scopre la valle del Dra, accanto ad un gigantesco palmeto che corre lungo il fiume per 200 chilometri. Tutt’intorno casbash berbere che si confondono con i colori delle montagne.Gente per strada, bambini vocianti e biciclette, è l’ora del tramonto….dobbiamo fare ancora 30 chilometri, ci impiegheremo una vita, il buio qui arriva in fretta. Arriviamo nel nostro Ryad “La petit Casbash” a notte fonda, Brahim ci aspetta sulla soia, ci accoglie con un thè alla menta e ci serve un’ottima cena. Continua a leggere il nostro on the road in Marocco

 

Fabila

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