Cappadocia: Turchia delle tradizioni e dei paesaggi incantati

La Cappadocia in Turchia è terra che ispira leggende e favole. Durante il mio viaggio di due settimane on the road ho dedicato quattro giorni ad un itinerario in Cappadocia.

Se mi segui saprai che prima di intraprendere un viaggio sono solita pianificare tutte le tappe cercando già da casa di prenotare gli hotel; inoltre, in questo caso avevo già acquistato i biglietti del treno notturno da Istanbul ad Ankara e prenotato un’auto a noleggio. Sempre prima di partire, ho stipulato un’assicurazione di viaggio in modo da poter essere tranquilla e godermi il mio soggiorno in Turchia senza pensieri.

Come raggiungere la Cappadocia

cappadocia turchia

La maggior parte dei turisti un po’ per mancanza di tempo un po’ perché magari la Cappadocia rappresenta una tappa del tour classico in Turchia, raggiungono la regione via cielo spesso passando per Istanbul che è collegata con voli low cost a Kayseri a circa un’ora di auto (o di bus) da Goreme oppure con voli un po’ più costosi a Nevsehir. Nel caso tu voglia raggiungere la Cappadocia in aereo facendo scalo ad Istanbul, controlla l’aeroporto di arrivo e partenza: ad Istanbul ci sono due aeroporti distanti l’uno dall’altro circa 60 chilometri!
Noi invece abbiamo volato fino ad Istanbul e poi, con un comodissimo treno notturno siamo arrivati ad Ankara per poi proseguire con un’auto a noleggio fino a Goreme. Abbiamo girato tranquillamente in auto per le strade della Cappadocia e poi, una volta ultimato il tour nella regione, abbiamo proseguito il nostro viaggio on the road verso Pammukkale e quindi la costa Egea.

Il mio itinerario in Cappadocia

cappadocia turchia

La prima cittadina che si incontra in macchina provenendo da Ankara e passando da Neveseir, il capoluogo della regione, è Uchisair, probabilmente è anche la più suggestiva con la bella e maestosa rupe con il Castle, ricco di anfratti ed antiche abitazioni.
Da Uchisair si entra nel vivo della Cappadocia percorrendo un giro ad anello in senso orario, si procede verso Urgup, villaggio con un centro storico abbastanza disastrato, ma che regala bellissimi panorami sulla vallata.
Da Urgup, proseguendo verso nord si arriva al villaggio rupestre di Zelve, caratterizzato da antiche dimore scavate nella roccia perfettamente integrate con i suggestivi pinnacoli e camini delle fate della vallata e della collina circostante.
Sempre nei dintorni, prima di arrivare a Goreme, cuore della Cappadocia, è d’obbligo una visita a Cavusin, delizioso agglomerato di case che vanta una splendida cittadella arroccata su un’altura che si affaccia su una valle completamente ricoperta di pinnacoli di diversi colori. Una sosta a bar a Cavusin ti servirà per gustarti un ottimo caffè turco e fare quattro chiacchiere con gli anziani del posto. Poi si riprende il viaggio Goreme rappresenta l’ultima tappa del nostro viaggio: oltre il paese, lungo la strada che conduce ad Urgup, il Museo a cielo aperto merita un’accurata visita e vale veramente l’intero viaggio.
Assolutamente da non perdere la chiesa della Mela, la Dark Church e la Chiesa dell’Anello affrescate magistralmente.
Se hai ancora tempo e voglia di esplorare la Cappadocia, ti consiglio assolutamente di raggiungere Kaymakli per visitare la città sotterranea. Kaymakli si trova a sud di Goreme a circa 25 chilometri (mezz’ora in auto).
In Turchia, specie i Cappadocia erano molte le città scavate nella roccia perché rappresentavano un rifugio sicuro per i Cristiani; cunicoli lunghissimi le collegavano tra loro; oggi Kaymakli è visitabile (a pagamento) il percorso è obbligato. Ti consiglio andare a Kaymakli verso l’ora di pranzo: incontrerai meno gruppi organizzati e ti godrai meglio il luogo.

Qualche riflessione sulla Cappadocia

cappadocia turchia

Goreme era un tempo piccolo villaggio adagiato tra i camini delle fate, oggi è una cittadina che vanta numerosissimi hotel, tanti ristoranti, una miriade di piccoli negozi ed attività legate al turismo.
Purtroppo la cementificazione selvaggia ha deturpato parzialmente il paesaggio: i camini delle fate si sono trasformati in lussuosi “Cave hotel”, cioè hotel scavati nella roccia e la dove un tempo c’erano pollai o piccionaie oggi ci sono letti a baldacchino, spa e mega-piscine. La scelta o meno di soggiornare in queste strutture è soggettiva, ma, tuttavia, resta il fatto che li, dalla collina di Goreme ogni alba ha un fascino indescrivibile, quasi surreale.

Cappadocia Turchia

Decine e decine di mongolfiere salgono fluttuanti nel cielo per far ammirare dall’alto ai turisti il sole che sorge sulle spettrali formazioni rocciose. Tutt’intorno un silenzio ancestrale rotto solo dal rumore della fiamma che alimenta il pallone. In lontananza la rupe di Uchisar sembra colorarsi di rosso man a mano che il sole sorge.

 

Se si gira lo sguardo verso la strada che porta al museo a cielo aperto, verso la pianura, le mongolfiere sono più numerose: partono proprio da li!
Per una buona mezz’ora, passeggiare sulla collina di Goreme vuol dire ritornare indietro nel tempo, ed immaginare la Cappadocia abitata da fate e gnomi.

Dimenticare SPA, hotel e lounge bar ed immergersi in un mondo di favole!

Assolutamente da fare in Cappadocia:

dervishi rotanti

La Cappadocia ti regala un paesaggio fuori dal tempo, gli splendidi scenari naturali, le chiese rurali ed i caratteristici camini delle fate.

L’alba in Cappadocia regala emozioni profonde e, iniziare l’esplorazione di questa terra con un giro in mongolfiera può essere un modo sensazionale per imparare a conoscerla. Il giro “standard” ha la durata di un’ora ed il costo è di circa 150 euro.

Assolutamente da non perdere anche un piccolo trekking lungo la valle delle rose .

Inoltre, ti consiglio caldamente di dedicare una serata alla spiritualità :assistendo alla cerimonia dei   Dervishi rotanti: noi l’abbiamo fatto a Goreme.

Dove dormire in Cappadocia

Noi abbiamo fatto base a Goreme; ci sono hotel veramente per tutti i gusti e per tutte le tasche e, potrai dormire anche nei suggestivi camini delle fate. A mio avviso Goreme è un’ottima base di partenza per esplorare tutta la zona.

 

*Articolo scritto con la collaborazione di Erv Italia

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